Sample ImageLa vite nel vicentino sembra abbia origine nell’Era Terziaria; in particolare nell’alto vicentino sono stati rinvenuti a Salcedo, lungo il fiume Chiavone, reperti delle prime vitacee attribuiti al genere dell’Ampelophyllum (Massalongo, 1851).

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La vite nel vicentino sembra abbia origine nell’Era Terziaria; in particolare nell’alto vicentino sono stati rinvenuti a Salcedo, lungo il fiume Chiavone, reperti delle prime vitacee attribuiti al genere dell’Ampelophyllum. La metà del secolo scorso A. B. Massalongo classificò  l’impronta fossile di un grappolo d’uva e di una foglia di vite. E’ quindi probabile che queste vinacee (Ampelophyllum) abbiano dato origine, dopo le glaciazioni, a viti spontanee e selvatiche e da queste alla Vitis Vinifera.

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Sample ImageLa storia potrebbe cominciare anche così:
Una sera il padre di Firmino sentendo vicino la morte lo chiamò vicino al letto e gli disse:
-Lo sai che non sono ricco, che sto morendo su un giaciglio di paglia e non su un materasso di lana, che la mia vita è stata un lungo pranzo di pane mai mangiato a sufficienza.

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Active ImageA Breganze le vendemmie e le spremiture potevano avere facce diverse.
In settembre i contadini più esperti precedevano i vendemmiatori e raccoglievano i graspi più belli di bresparola, tocai e pedevenda, più esposti al sole, arrampicandosi sul pregadio.
Quest’uva portata nei granai e appesa alle travi del soffito, era torcolata a degli spaghi in bella mostra. L’operazione, che permetteva ai grani di appassirsi lentamente all’ombra fresca senza ammuffire, esigeva un gran soprammanico.

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