Le uve vengono raccolte manualmente in cassette da 5 kg, selezionate con estrema cura e lasciate a riposare per 15 giorni in locali areati, per una maturazione ottimale. Dopo la diraspatura e la pigiatura, la macerazione avviene per 9 giorni, con follature e rimontaggi per esaltarne il colore e la struttura. Il vino affina in vasche di acciaio inox, con fecce fini in sospensione e fermentazione malolattica spontanea, per mantenere il suo carattere distintivo.
VINO ROSSO
Gruajo
Vino rosso raro e prezioso, ottenuto da uve 100% Gruajo, un antico vitigno autoctono quasi dimenticato.
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Note descrittive
Scheda tecnica
Uvaggio · 100% Gruajo
Denominazione · Vino Rosso
Provvenienza · Colle Santa Lucia a Breganze
Tipologia · Rosso fruttato
Colore · Rosso rubino intenso
Temperatura di servizio · 16 °C
Il vino presenta un colore rubino tendente al granato, al naso ha un piacevole sentore di marasca, frutti piccoli di sottobosco, e in bocca è asciutto di buona struttura, fresco con un leggero retrogusto amarognolo. Si accompagna bene ai piatti di selvaggina anche di piccola taglia, carni rosse, formaggi stagionati.
Vino autoctono
"Quasi dimenticato"
Antico vitigno autoctono delle colline di Breganze, quasi dimenticato nel tempo e riportato alla luce grazie alla passione e alla dedizione della famiglia Miotti. Questo vino esclusivo, prodotto in quantità limitate, è il simbolo di una tradizione ritrovata, un tassello fondamentale della storia vinicola di Breganze. Si racconta che il padre di Firmino, sentendo avvicinarsi la fine, gli affidò un’eredità speciale: "Figlio mio, non ti lascio ricchezze, ma un tesoro nascosto. In fondo al campo troverai tre viti antiche, le chiamano 'cruvaie'. Nessuno raccoglie quei grappoli, perché sembrano acerbi e disprezzati. Ma tu raccoglili, spremili: quel vino sarà la tua fortuna."
Così nacque il Gruajo, un vino dal profilo unico, ricco di contrasti e sfumature, con un gusto che mescola la dolcezza della maturazione e la freschezza della sua particolare acidità. Storicamente considerata un’uva "capricciosa" per via della maturazione irregolare dei grappoli, con acini maturi e altri ancora verdi, il Gruajo ha rischiato di scomparire, ma Firmino Miotti ha saputo interpretarne il potenziale, restituendogli il posto d’onore che merita.
Oggi, ogni bottiglia di Gruajo racconta una storia di resilienza e amore per la terra, un ponte tra passato e presente che invita a riscoprire i sapori autentici di un territorio unico. Il suo carattere complesso e sfaccettato conquista il palato degli intenditori, rendendo questo vino non solo un prodotto da degustare, ma un’esperienza da vivere, simbolo di un patrimonio enologico da custodire gelosamente.